Maratona, Storie

Come è iniziata – Parte 2

”ll mondo è imprevedibile, le cose avvengono all’improvviso, inaspettate; vogliamo credere di avere il controllo della nostra esistenza, per certi versi è vero, per altri no. Siamo governati dalla forza delle probabilità e delle coincidenze”.

Paul Auster

Riprendiamo da dove vi avevo lasciato: alla mezza maratona di Dicembre 2015 e al percorso, apparentemente semplice, che mi avrebbe condotto alla realizzazione del mio sogno di correre la Maratona di New York. Fino a quando, a Febbraio 2016, con “pacchetto” iscrizione maratona/albergo già acquistato, mi lesiono il tendine d’Achille durante un allenamento di basket e sono costretta a fermarmi per ben 2 mesi.

Firenze – DeejayTen 2016

A fine Aprile riprovo a correre,  ma il dolore si fa sentire dopo i primi chilometri, non so come, ma riesco a non farmi prendere dallo sconforto: devo essere paziente…
ho ancora tempo…

Dopo un mese, partecipo alla Deejey Ten e riesco a correre nuovamente per 10 chilometri di fila!
Così comincio la vera preparazione per la Maratona, seguendo una tabella di Fulvio Massini che mio marito aveva trovato in rete e adattato alle mie andature

Riesco ad allenarmi tutta l’estate.
Resto concentrata, determinata: questa cosa della corsa è fantastica!
A settembre corro la mia terza mezza maratona e riesco a scendere sotto l’ora e cinquanta minuti!

Sono carica ma non quanto lo sono dopo aver terminato in gara, a Parma, i miei primi 30 chilometri!
Mi sento veramente bene!
Cavolo, ma perchè non ho iniziato prima!

Livorno – I miei primi 38 Km

Ottobre 2016. Arriva il momento del lunghissimo: 38Km!
Su e giù per Livorno tra lungomare e Montenero

02 Ottobre 2016

Al 32esimo comincio ad avvertire un dolore sospetto subito sopra il ginocchio sinistro, ma decido di continuare e porto al termine il mio allenamento: sono una tipa tosta io e la sera festeggio pure

Il martedì successivo devo fare un allenamento di recupero, ma sul percorso incontro un ragazzo che ha un passo sostenuto e i 38Km corsi due giorni prima mi hanno conferito il dono dell’onnipotenza.

Provo a stargli dietro, va veloce ma tengo il passo, ho il respiro affannato ma continuo. 
“Sono proprio forte” penso…
fino a quando non sento un dolore allucinante al ginocchio sinistro che non mi permette di poggiare il piede a terra.
Cazzo!
Torno a casa zoppicante e ancora non realizzo quanto sono stata idiota, ma vi assicuro che anche questa è stata un’ esperienza molto importante e utile per il futuro.

Il giorno dopo vado di corsa da un dottore; la diagnosi: sindrome della bandelletta ileo tibiale, patologia molto conosciuta tra i podisti, dovuta a sovraccarico, cioè ad allenamento troppo intenso.

Devo stare ferma…
sono a 4 settimane dalla gara…
non ci voglio credere…
mi viene da piangere…
Volevo dimostrare a me stessa di potercela fare, che, con un obiettivo e un percorso ben chiaro, niente poteva fermarmi e invece sono proprio ferma e non posso farci nulla…

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