Maratona, Storie

Come è iniziata – Parte 3

Rimanere indifferenti alle sfide che si presentano è imperdonabile. Se lo scopo è nobile, che sia realizzato o no nel corso della nostra vita, è del tutto irrilevante. Quello che dobbiamo fare, di conseguenza, è sforzarci e perseverare e non rinunciare mai

Dalai Lama

Andrea, il Doc, mi spiega alcuni esercizi da fare più volte durante il giorno e nelle settimane successive mi permette qualche  uscita di corsa: pochi chilometri, lenti ,“se senti dolore, fermati subito”

A pochi giorni dalla partenza mi dice che secondo lui ce la posso fare: “al massimo cammini”.
Faccio si col capo, ma dentro di me mi sento morire: camminare? Ma come “cammini” ? Io voglio correre!
La sensazione di essere nuovamente in balia degli eventi mi destabilizza.

Mi viene in mente una bellissima frase di Randy Pausch:

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrici la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo, sono lì per fermare gli altri…

Seguo alla lettera i consigli del Doc
La sera prima della gara la passo a visualizzare la possibile gestione, anche in caso di dolore: mi fermo, faccio stretching, massaggio e riparto…

NYCM 2016

Finalmente ci siamo,  sveglia al mattino presto, con partenza alle 5 per Staten Island.
L’attesa è lunga, ma fra poco tocca a me
Si sente intonare l’inno Americano e poi si parte
Che emozione!
Sto correndo la maratona di New York !

Durante i 42,195 km sono felice, stanca, determinata, con le gambe indolenzite e desiderosa di arrivare ad un traguardo che sembra sempre lontano, perchè gli ultimi due chilometri sembrano lunghi quanto i precedenti 40, ma poi, dopo l’ultimo tratto sulla 59esima, rientrando in Central Park eccola lì la Finish Line…non ho la forza di fare un allungo finale, ma di sorridere al traguardo si.

Central Park 06 Novembre 2016

Capisco che una maratona non è solo una corsa, ci puoi mettere dentro tante cose, e per me, oltrepassare quel traguardo è stato come dire: io ci sono, non ho mollato!
Le gambe mi fanno male, tanto, ma niente può togliermi il sorriso dalla faccia, perchè sono felice, perchè ce l’ho fatta, perchè quel muro di mattoni l’ho buttato giù!

Giusy Maratoneta

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