Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.
(Anonimo)
Ho giocato a basket per undici anni, dai 7 ai 18 anni, e credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che si tratti di uno vero sport di squadra.
Proprio a causa di questa lunga esperienza, all’inizio della mia “carriera” da podista, ho avuto difficoltà a capire come la corsa potesse avere a che fare in qualche modo con uno sport di squadra.
Inoltre non sentivo la necessità nè l’interesse ad allenarmi con qualcuno, e quando mio marito mi parlava della squadra a cui si era affiliato con tanto entusiasmo, io lo ascoltavo sempre con perplessità.
Alla fine però ho ceduto anche io, facendomi convincere dalle agevolazioni che da appartenente ad una squadra potevo ottenere: prezzi per alcune gare ridotti o possibilità di iscriversi a tariffa ridotta anche a ridosso della gara, etc.

Dopo tre anni all’interno di una squadra, non sono più tanto convinta che si possa definire la corsa uno sport strettamente individuale e non solo pensando ai campionati di squadra e alle staffette.

Fare parte di un club vuol dire avere intorno a se persone che ci stimolino, magari durante un lungo in preparazione per la maratona o che ci spingano ad andare più veloce in un allenamento di ripetute, qualcuno che faccia il tifo per noi e ci incoraggi se non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo o che ci faccia apprezzare un traguardo raggiunto.
Se poi pensiamo al momento della gara, è vero che dal momento in cui sentiamo lo sparo alla partenza siamo noi a decidere che passo tenere e come impostare la gara, siamo noi che sentiamo la fatica e che dobbiamo gestire i momenti in cui ci sembra di poter fare una grande prestazione e quelli in cui ci sembra di non farcela.

Ma anche durante la gara, un compagno di squadra può aiutarti a tenere un passo preciso e nei momenti di crisi, sostenendoti, può fare la differenza.
Certo gambe e polmoni sono i tuoi, ma può aiutarti a tirar fuori quel qualcosa in più che non credevi di avere.

Forse può sembrare che questo tipo di supporto lo si possa trovare anche al di fuori di un team… sicuramente, ma secondo me è più raro.
Quando indossiamo la stessa maglia succede qualcosa di magico che tende ad unirci ancora di più.
Ci sentiamo parte della stessa realtà e questo contribuisce a creare coesione, intesa e fiducia nell’aiuto reciproco con il desiderio di arrivare insieme ognuno al proprio obiettivo.
