Pensieri di corsa, Scarpe

Vaporfly NEXT% e doping tecnologico

No Human Is Limited

Ormai da qualche settimana è l’argomento più gettonato nel mondo del podismo: la scarpa creata dalla Nike per battere tutti i record, tanto da farci veramente credere che nessuno di noi ha limiti, è un caso di doping tecnologico?

Ho cercato di capirci qualcosa…

Giusy e le Vaporfly Next%

Cosa ha di tanto speciale questa scarpa?
I punti di forza delle Vaporfly NEXT% sono la particolare schiuma Nike ZoomX nell’intersuola e il piatto suola in fibra di carbonio, le due cose, combinate, permettono un eccezionale ritorno di energia e garantiscono un’ottima propulsione, con il risultato di avere come una molla ai piedi.
Questa tecnologia però non è un’ esclusiva Nike, infatti già altre aziende hanno messo sul mercato modelli con piastre in carbonio: Hoka One One Carbon Rocket, New Balance FuelCell 5820 e altre ci stanno lavorando.

Cosa diceva la normativa a riguardo alle scarpe utilizzate in gara?
Le norme fino a ieri dicevano che: le scarpe devono essere reperibili a chiunque e non devono dare un vantaggio ingiusto.
Di fatto le Vaporfly NEXT% sono acquistabili da tutti e, secondo Nike, la scarpa non restituisce più energia di quella che l’atleta ci mette…

Allora cosa è successo?
La scarpa messa sotto inchiesta è il prototipo utilizzato da Eliud Kipchoge il 12 ottobre 2019 a Vienna e si dice anche quello usato da Brigid Kosgei (probabilmente un diverso prototipo) che il giorno dopo a Chicago ha stabilito il nuovo record femminile di maratona.
Il prototipo AlphaFly di Kipchoge è dotato di addirittura 3 placche in carbonio unite da una serie di cuscinetti per ottimizzare ulteriormente l’effetto di ritorno di energia. Dovendo contenere, più di una tecnologia di spinta, l’intersuola della scarpe, sembrerebbe avere uno spessore eccessivo ed è proprio su questo che IAAF e World Athletics hanno lavorato elaborando le nuove normative.

Nike AlphaFly

Alla fine cosa hanno deciso?
Come era prevedibile sono state introdotte nuove norme sullo spessore della scarpa e sul numero di piastre: le scarpe utilizzate dagli atleti non possono avere uno spessore superiore ai 40 mm ne contenere più di una piastra in fibra di carbonio.
Quindi il prototipo utilizzato da Kipchoge non potrà più essere utilizzato, mentre le Vaporfly attualmente in commercio, si.

Giusy, ma a te cosa importa?
Già! Perché ho seguito con tanta attenzione la vicenda?
A novembre mi sono state regalate le Vaporfly NEXT% e volevo correrci la Maratona di Parigi.
Perché queste scarpe fanno
correre più forte e la speranza è che, con più brand a utilizzare la stessa tecnologia, il prezzo possa essere più accessibile.
Insomma: più velocità per tutti!

La felicità di correre con le Vaporfly ai piedi
Pisa 15/12/2019 Half Marathon PB

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