“Essere significa volere che una cosa entri nella tua vita, significa trovare la tua passione e perseguirla con energia e persistenza”
Eric Fromm
Avete mai sentito parlare del “flow”? È uno stato in cui la mente e il corpo sono così concentrati sul correre, da non sentire alcuno sforzo.
Quando si è in uno stato di flow, non ci sono distrazioni, non ci sono aspettative da soddisfare, vivi pienamente nel momento presente e in quel momento il piacere deriva dall’azione stessa.
Questa condizione spesso si sovrappone ad un’ ottima performance.
Io credo di averlo provato durante la Mitja Marató de Barcelona!

Sapendo quanto impegno ci ho messo per raggiungere il risultato della mezza di Dicembre, per questa gara non mi ero data un obiettivo preciso: senza allenamento specifico, dopo due lunghi consecutivi per la preparazione di una maratona e con gli allenamenti dell’ultima settimana decisamente sotto tono, avrei avuto buone possibilità di raccattare una brutta delusione e di non godermi la gara.
In fondo quando mi sono iscritta a questa gara l’obiettivo era trascorrere un week end divertente!
Il giorno precedente la gara non mi sono risparmiata, ho camminato per 18km, mangiato e bevuto senza pensare alle possibili ripercussioni sulla gara 😜
E così alla partenza mi ritrovo rilassata, felice per essere lì, senza quella pungente ansia da prestazione che solitamente mi accompagna quando mi sono impegnata per diverse settimane con l’obiettivo di raggiungere un preciso risultato.
Parto cercando di tenere il ritmo della mia ultima mezza, con l’idea di mantenerlo il più possibile e provare fare un tempo quanto più vicino a 1 ora e 33 minuti e di sorridere… Si proprio così, ho voluto provare “il trucco” del sorriso 😊

Non è particolarmente difficile, perché sto correndo in una città bellissima, con 23000 persone, c’è la musica e la gente che ti sostiene ed io mi sto divertendo, sono contenta di essere lì e continuo a tenere questo sorriso sulla faccia.
La mia mente, solitamente sempre pronta a buttarmi giù durante una gara, non può fare a meno di distrarsi, permettendomi di godere del piacere di correre in questa cornice stupenda!
I primi chilometri passano in fretta e arrivo al decimo chilometro in linea con il ritmo voluto ma forse un po’ troppo fresca, ma “va bene così”, mi dico, aspettandomi un inevitabile calo…
Ed invece non c’è nessun calo, mi sento meglio ad ogni passo, intorno al 13 esimo sulla musica degli Stroke che mi caricano un casino, arrivano i pacers dell’1’30”, partiti dopo di me.
Mi ritrovo nel gruppo e penso: perché no? Se poi non reggo rallento… e anche: sto facendo una cazzata, lo so, ma ho voglia di farlo!

Allora vado, e più riesco a tenere il loro passo, più sono felice e continuo a sorridere (secondo me qualcuno mi avrà odiato per questo 😂). A questo punto mi aspetto una botta clamorosa: tenere un passo di 4’15” nell’ultimo terzo di una mezza maratona, quando due settimane prima ho corso una dieci chilometri tirata allo stesso passo e piuttosto improbabile.
Infatti i pacer si allontano un po’ ma, intorno al diciassettesimo, aumento per riprenderli ed usare il gruppo come riparo dal vento e “tiro fuori dal cilindro” un chilometro a 3’56” e allora penso che la botta non la faccio più, mi carico ancora di più e continuo a sorridere…

Peccato che il mio GPS sia avanti di 400 metri, un po’ tanti e quindi forse il tempo finale non sarà granché, ma sto facendo davvero una bella gara, ne sono consapevole e mi sto godendo davvero ogni chilometro come non mi era mai successo prima e questo mi basta!
Arrivati sull’ultimo rettilineo, leggo 1 ora e 33 minuti sul display sopra la linea del traguardo, ma so di essere partita un minuto abbondante dopo, azzardo uno allungo finale, alzo le braccia al cielo e poi premo il pulsante del mio Polar 1:32:03

Rido ancora e ancora… Non ha senso, ma mi è sembrata una gara più semplice di tante altre: le gambe, i polmoni, la testa, tutto mi dava l’impressione di poter andare avanti all’infinito! Io vi giuro che non so ancora come sia stato possibile, ma di certo è stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto nella corsa!