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Aiuto! Un Runner!

“Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa”
Martin Luther King

E’ domenica mattina, mi sveglio che è ancora buio e bevo un caffè al volo: non vedo l’ora di andare a correre!

Sono ferma da 15 giorni, da quando i podisti sono diventati il capro espiatorio per la diffusione del COVID-19… dopo vari decreti, al momento possiamo fare attività sportiva in prossimità dell’abitazione, ma non mancano gli insulti, le minacce di denuncia (per cosa non si sa…) ed io che conosco bene il mio carattere, per evitare di rispondere tono su tono e creare situazioni di maggiore astio, ho preferito dedicarmi ad altre attività.

Alterno la bici indoor ad esercizi di potenziamento, core, stretching e yoga… Ma la corsa mi manca. E così questa mattina, ho deciso di uscire molto presto per evitare incontri poco piacevoli.

Zwift e indoor cycling

Prendo la roba dall’armadio.
Fa freddo.
Scelgo pantaloni lunghi, maglia termica, scaldacollo, cappellino… ci vorrà anche una felpa e di istinto prendo la mia preferita: una felpa Asics gialla fluo, poi la riposo e ne prendo una nera…
“Meglio essere poco appariscente” penso, quasi fossi un ladro…

Io, Anto e la mia felpa preferita

Esco, si incomincia a intravedere qualcosa ma ancora non c’è abbastanza luce, comincio a correre…
L’aria fresca, l’odore dell’erba, il canto degli uccellini…
Piano piano sento riattivarsi i muscoli… che bella sensazione… faccio su e giù per la strada di casa. Prima della quarantena mi sarebbe sembrato orribile, ora è meraviglioso…

La mia testa comincia a svuotarsi: il lavoro in questi giorni mi ha un po’ provata, tra colleghi che preferiscono far finta che non ci sia una situazione di emergenza, riconducendo tutto al guadagno, e clienti che ignorano i comportamenti di base da tenere in questo periodo (mascherina, guanti, distanza) e che magari sono proprio quelli che ti insultano se ti vedono correre…

Mi sento bene, sono felice e non c’entrano nulla i tempi e le gare (quindi evitate pure le battute del tipo: deve andare alle Olimpiadi)… È una condizione di benessere psicofisico, come può essere per qualcuno leggere il quotidiano o fumarsi la sua sigaretta, anzi no, molto ma molto di più.

Quando correre era “quasi” normale

Continuo a correre per 8 km anche se l’idea iniziale era di farne solo 5, ormai è giorno e rientro in casa, portandomi dietro quella meravigliosa sensazione che solo la corsa riesce a darmi e pensando che, ancora una volta, il male peggiore è l’ignoranza.

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