Ci sono tante gare, ma c’è una sola Boston Marathon”
25 Aprile 2019
A distanza di più di una settimana dalla gara, ancora non ho smaltito la sbornia di Boston.
Durante la giornata, mi ritrovo spesso a rivivere quei momenti e a riprovare, con la stessa intensità, quei brividi…

Tutto ciò che ha preceduto la partenza, è stato un mix di impazienza ed eccitazione, pioggia fitta e vento, scarpe bagnate e freddo.
Arrivata al Villaggio, l’unica cosa che volevo era dirigermi alla partenza e lì ho provato una sensazione singolare: ero allo stesso tempo parte di un’élite e una dilettante emozionata più che alla sua prima maratona

Non ci credevo ancora, il sogno era diventato realtà: ero sulla linea di partenza della Maratona di Boston… e sono arrivate le prime lacrime…
Partita, ho capito già da subito che sarebbe stata una festa: tifo da finale UCL, che non mi ha mai abbandonato per 42,195 Km e oltre.
A Firmingham, circa al decimo chilometro, mi ha colpito un cartello: se non hai mai corso Boston, non hai mai corso una maratona. ”Pretenzioso”, ho pensato!

Ma è tutto un susseguirsi di emozioni splendide, e anche quando, arrivata alle quattro colline di Newton, avevo i quadricipiti in fiamme e una sete tremenda per il caldo terribile (si perché a Boston le stagioni si susseguono a cicli di un’ora), stavo sorridendo!
Mi sono goduta e gustata ogni attimo, consapevole del fatto che potesse essere la mia unica Maratona di Boston!
E sul rettilineo di Boylston Street mi è rivenuto in mente quel cartello a Firmingham: caxxo, avevano ragione loro! La maratona di Boston è magica e unica, è la maratona di Boston!
E potete scommettere che mi impegnerò al massimo per poterci tornare!


