Se vuoi essere felice, stabilisci degli obiettivi che governino i tuoi pensieri, liberino la tua energia, ed ispirino le tue speranze.
ANDREW CARNEGIE
Lo scorso 15 aprile è stato il primo anniversario della mia Maratona di Boston.
Una maratona voluta, conquistata e vissuta con talmente tante emozioni che a distanza di un anno ricordo tutto perfettamente ed ho i brividi.

Partecipare alla maratona di Boston non ha richiesto solo il tempo della sua preparazione…è un viaggio iniziato un’anno prima, con la scelta della maratona per ottenere il tempo di qualifica: la maratona di Barcellona, una città che adoro!

Plaza della Reina – Barcellona
In realtà, nonostante il tempo fosse sufficiente per la qualificazione, non fui molto contenta del risultato: puntavo alle 3 ore e 30 e sono convinta che avrei potuto farcela, ero in formissima… eppure le cose non sono andate come avrei voluto. Chiusi la gara in 3 ore e 37 minuti: 8 minuti in meno del necessario. Ma mi giravano ugualmente
A distanza di 6 mesi, quel tempo non tanto soddisfacente, mi avrebbe permesso di partecipare alla maratona più prestigiosa al mondo

17/09/2019: ricordo ancora quando ho letto la mail che mi comunicava di essere stata ammessa.
Era tarda sera ed ero all’aeroporto di Pisa, rientravo da Berlino, dove mi ero ritirata al 28esimo e dentro di me, frustrata come non mai, avevo deciso che non avrei mai più corso una maratona…
ma quelle parole cambiavano tutto: Congratulation! This is to notify you that your entry into the 123rd Boston Marathon on Monday, April 15, 2019 has been accepted…
Della mia esperienza a Boston, ho già scritto, ma il periodo di lunga riflessione durante il lockdown mi ha permesso di valutare bene cosa è importante e cosa no…
In quei giorni non ho pensato ai PB, o alle medaglie, o a qualche podio di categoria nelle gare regionali, o a completare le Major per ottenere la super medaglia, ma ho pensato più volte a quella gara.
E così ho deciso che, appena sarà possibile, darò tutta me stessa per ottenere una nuova qualifica e tornare a Boston, dove anche io mi sono sentita una grande atleta per un giorno
