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Tornare a gareggiare: la mia prima mezza maratona nell’era Covid

Nankurunaisa.
Credo sia una delle parole più belle del mondo.
E’ giapponese e significa “con il tempo si sistema tutto”.
(Anonimo)

Finalmente si riparte, o almeno ci si prova…
Ho deciso di farlo da questa splendida città, Trieste, iscrivendomi ad una gara con un percorso panoramico sul mare…

La sera prima della gara sono presa da un po’ di preoccupazioni: le normative anti-Covid (che ritengo assolutamente necessarie) mi fanno sembrare tutto così poco “naturale”, ma del resto al momento non abbiamo alternative e così mangio la mia pizza per cena bevendoci su qualche birretta.
“Come va, va” penso…

La mattina della gara, mentre aspetto il mio turno per entrare in griglia di partenza, mi riscaldo con un po’ di timore reverenziale nei confronti degli altri atleti: nonostante il mio tempo di 1h32’03” mi ritrovo in penultima ondata…
prima di me altre 11 ondate, partendo dai top runners…mi chiedo quanta gente forte ci sia a questa gara.

Scoprirò solo al momento della partenza che, ad eccezione dei top runners, le griglie erano dalla più lenta alla più veloce…

Dopo la misurazione della temperatura, disinfezione delle mani e consegna dell’autocertificazione Covid, eccomi finalmente sulla griglia di partenza, posizionata sul mio bollino (distante un metro dagli altri).
Mentre aspettiamo lo speaker chiede: Da quanto tempo non correte?
Lo so perfettamente: 434 giorni 63 settimane 14 mesi
Sento un nodo alla gola, un pugno allo stomaco e gli occhi che si riempiono di lacrime
Alzo gli occhi al cielo e penso a quanto è successo durante l’ultimo anno: la tristezza e la rabbia non sono perché non ho potuto gareggiare ma per il motivo per cui non ho potuto…

Ma finalmente ci siamo! SI PARTE!
I primi 500 metri si corre con la mascherina: i 500 m più lunghi che abbia mai corso!
Parto piano e mi vanno via tutti o quasi… Ma so che al secondo km c’è la salita e dentro di me penso tanto vi ripiglio tutti…

In effetti va più o meno così, ma mi ripeto che devo controllarmi, anche se la salita mi piace, voglio arrivare non troppo stanca alla seconda parte della gara in modo da affrontare bene la discesa… chissà perché nella mia testa la gara finiva dopo 10 km!

E così dopo la curva del ritorno, vado giù spingendo, guardando il mare e cercando di non esagerare perché gli ultimi due chilometri sono in piano e dopo la discesa ho paura di arrivarci con le gambe piantate

Effettivamente quelli sono i chilometri più difficili.

Mi rendo conto di avere un buon tempo quindi sono tentata dal rallentare, ma poi vedo, qualche metro avanti a me, un atleta che continua a spingere, l’ho prendo come punto di riferimento e cerco di tenere il ritmo!
Manca davvero poco!


Finalmente il traguardo!
Esulto! So di aver fatto un buon risultato, anche se non so ancora il tempo.

Mi allontano, metto la mascherina e mi fermo per recuperare…
Mi rendo conto di non aver spento il mio Polar…
Lo guardo ora: 1:31:13

“Stica” penso, molto soddisfatta, dentro di me…

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