Le città sono come le persone. Hanno un nome che le distingue e pregi, difetti e particolarità che conferiscono loro un carattere preciso. Ma c’è sempre qualcosa che sfugge, labile e indefinibile, così da renderle sempre nuove e inaspettate ogni volta che le si rivede.
(Fabrizio Caramagna)
Ho iniziato a correre nell’ottobre del 2015, ho corso gare in diverse città di Italia e anche all’estero: New York, Boston, Berlino, Barcellona… eppure non sono mai riuscita a correre nella mia città natale.
Quest’anno riesco ad organizzarmi per trascorrere la Pasqua con i miei, nel mio paesello in provincia di Taranto, e solo la settimana prima scopro che c’è una mezza il 24 aprile
È inutile dire che non ci ho pensato due volte 🤣… iscrizione fatta!
Il sabato precedente la gara, vado a ritirare il pettorale con la stessa emozione di quando ho corso la mia prima gara ❤️…

Mi presento sulla linea di partenza senza nessuna pretesa cronometrica, dopo una settimana di pranzi e cene coi parenti in Puglia, sfido chiunque a farlo🤣…
Mi guardo intorno: quella rotonda, quel lungomare pieni di ricordi dei miei anni al Liceo, eppure luoghi che ora mi sembrano nuovi e sempre più belli
Parte l’Inno Nazionale… “allora volete vedermi piangere” penso, poi lo sparo e si parte!

Prima le strade del centro e poi verso la Città Vecchia, il passaggio dal Castello Aragonese, il Ponte Girevole e poi tutto il lungo mare fino ad entrare nella base navale…
Il percorso è impegnativo, c’è una afa pazzesca, ma durante il percorso, passando tra i luoghi più caratteristici della mia Taranto, mi riapproprio di tutte quelle cose che fanno parte della cultura del posto e della mia e che rappresentano le mie radici… e così arrivo sul traguardo felice e con la vittoria di categoria.
