“I cavalli con gli zoccoli corrono veloce. Immaginati se avessero le scarpe da corsa”
(Anonimo)
Per correre servono delle scarpe da corsa…sembra banale ma non lo è, visto che spesso si incontra per strada chi corre con scarpe “improbabili”…
Ora, se uno corre una volta per provare, ci può anche stare, ma se cominciate a correre con regolarità, 2, o come mi auguro 3-4 volte a settimana , occorre un paio di scarpe da corsa.
La cosa più importante è capire che tipo di appoggio abbiamo, dopo di che peso, velocità e superficie di corsa determineranno la scelta.
E no, il colore e il modello di tendenza non è un modo intelligente di scegliere la scarpa che fa per noi.
Per iniziare è sufficiente un unico paio, poi se vorrete migliorare le vostre prestazioni e deciderete magari anche di fare qualche gara, dovrete prenderne qualche altro. In genere una rotazione su due-tre scarpe va benissimo.
Ruotare le scarpe vuol dire usare tipi diversi a seconda dell’allenamento.
IL TIPO DI APPOGGIO
Se non avete idea del vostro tipo di appoggio, scegliete un negozio di scarpe che possa fare un analisi dell’appoggio del piede oppure rivolgetevi ad un esperto per il controllo dell’andatura.
In generale c’è chi può essere neutro, pronatore o supinatore (riferito all’inclinazione laterale) e chi appoggia di avampiede, mesopiede o tallone (inclinazione longitudinale)

LA PIANTA DEL PIEDE
Quando scegliete le scarpe tenete anche in considerazione la larghezza della pianta: esistono scarpe con avampiede più o meno largo.
Ma attenti che non siano troppo larghe: se il piede scivola potrebbero formarsi brutte vesciche.
IL PESO E LA VELOCITA’
Sintetizzando le scarpe da strada possono essere divise in due grandi categorie: protettive e reattive, la differenza sta nell’intersuola (la parte della scarpa compresa tra la suola esterna , quella che tocca il terreno, e la tomaia della scarpa) e nel suo spessore.
Nelle protettive è normalmente più spessa, questo rende la scarpa più comoda e protettiva, in grado di assorbire meglio gli impatti a terra, ma anche meno reattiva e “più lenta”. Per lo più questo tipo di scarpe protettive sono più pesanti di quelle reattive e sono più adatte a fare corse lunghe o per chi è un po’ in sovrappeso.
Di solito per chi è alle prime armi queste sono le più adatte, e anche gli atleti più avanzati hanno un sempre un paio di queste scarpe per gli allenamenti detti “di scarico”.

Le scarpe reattive tendono ad essere meno pesanti, ma sono meno protettive e si utilizzano negli allenamenti veloci; per evitare infortuni, non sono consigliate per i principianti o per chi riprende dopo un lungo periodo.
IL NUMERO
La scelta del numero è molto importante: deve essere leggermente più grande di quello delle scarpe che utilizziamo solitamente. In maniera indicativa tra l’alluce e la punta della scarpa dovrebbe esserci lo spazio, in larghezza, del dito indice
Consiglio 1: non provatele solo da seduti.
Consiglio 2 : utilizzate la misura in cm della lunghezza del piede: poggiate il piede su un foglio di carta, con una matita tracciate un segno in corrispondenza del tallone e uno in corrispondenza del dito più lungo, quindi prendete la misura.
Una volta scelte le vostre scarpe non vi resta che indossarle e correre: vi faranno compagnia per circa 500-800 Km (dipenderà dal peso, dal tipo di corsa e dal terreno sui cui correte abitualmente) ad eccezione di alcune scarpe da gara che hanno una durata inferiore.
