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Corsa campestre e gare primaverili

Ho sguazzato troppo nel fango, se mi lavo poi rischio di non riconoscermi più, quindi perché non accettare semplicemente il fango e la mia tendenza a rotolarmici dentro?
Veronica Mars

Le giornate cominciano già ad allungarsi, se c’è il sole posso fare qualche allenamento con la maglietta a manica corte, insomma la primavera, forse non è poi così lontana e con essa il clou della stagione agonistica!

Ho capito che se voglio migliorare ancora devo fare qualcosa in più, portarmi fuori dalla famosa “comfort zone”.
Quindi: più chilometri settimanali, allenamenti specifici, anche in gruppo e a volte ad orari che non sono proprio i miei preferiti

Inizio così il mio viaggio nell’allenamento di corsa campestre, come preparazione alle maratone che mi aspettano a marzo ed aprile.

Ho iniziato con ripetute brevi: 200 e 300 mt.
Correre nei campi, magari tra fango e rami ha un sapore bucolico, mi fa tornare alla mente quando ero bambina e giocavo tanto all’aperto…però quand’ero piccola il giorno dopo non avevo i muscoli così indolenziti!

L’obiettivo è migliorare la propriocezione, aumentare la reattività e ottimizzare il gesto tecnico (il mio non è che sia un granchè…) anche in condizioni di difficoltà, come ad esempio stanchezza e di tonificare la muscolatura.

In realtà era già da un po’ che pensavo ad inserire questo tipo di allenamento nella mia preparazione, ma poi mi concentravo sempre sulla corsa su strada.
Con il nuovo coach ho trovato il momento perfetto per iniziare!

Ora non mi resta che continuare a lavorare e vedere cosa ne viene fuori!

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