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Elbaman 70.3 Relay: abbiamo vinto!

 “Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”

(Helen Keller)

PREMESSA

Ormai da diversi anni, a fine settembre, un appuntamento immancabile per me e la mia squadra, è la gara di Trhiathlon ELBAMAN.
Chi come atleta, chi come volontario, chi come supporter arriviamo sull’isola per un weekend full immersion di sport e divertimento, spesso  con giornate che sanno ancora di estate.

Tra le gare c’è anche la staffetta, ma fino ad ora non avevo mai partecipato perchè comunque volevo essere una triathleta prima di farlo. E ora, di fatto, lo sono.
A marzo quindi metto su la mia squadra con le mie compagne e amiche del PRRC: Paola nel nuoto, Alice nella bici, io nella corsa per partecipare alla distanza 70.3

Durante l’estate ci diamo dentro, io forse troppo, e proprio tre settimane prima della gara sono costretta a fermarmi per qualche giorno e comunque a “rallentare”, ma questo non smorza il nostro entusiasmo!

LA GARA:

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Arriva il nostro momento. La giornata è perfetta, il mare è calmo e non piove! Alle 8.45 Paola parte con il nuoto, io accompagno Alice in zona cambio e poi mi trovo un punto da dove poter vedere l’arrivo di Paola che in meno di 35 minuti completa la sua frazione di nuoto in 5a posizione e consegna il chip ad Alice che parte a tutta.



Dopo il primo giro Alice ha recuperato 2 posizioni ed è terza!
Io sono lì ad aspettare con una agitazione che non ho mai provato finora, neppure prima di gare importanti .
So di avere 3 ore ma non so che fare, non riesco a stare ferma, mi tremano le mani…un disastro!

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Decido di cambiarmi e cominciare a riscaldarmi e poi mi porto in zona cambio dove però c’è veramente tanto caldo (sono le 12.30).
Parlo con le altre staffettiste, ovviamente tutte malate o infortunate (classico clichè prima di una gara) e qualcuna azzarda anche ipotesi di classifica.
Io ascolto e quando mi viene chiesto rispondo con la mia solita faccia tosta “io dovrei recuperare qualche posizione, devo solo stare attenta al tendine…”

Intanto arriva la prima, la seconda, la terza…non vedo la “mia” Alice e per un attimo mi preoccupo, ma subito dopo la vedo spuntare.
La prima runner è partita più di 5 minuti prima, ma la seconda e la terza sono a meno di tre minuti…
E quando Alice mi passa il chip dicendomi che ha avuto i crampi e ha dato tutto mi si accende il fuoco dentro!

Parto con una determinazione e una cazzimma che solo le staffette o i campionati di squadra, riescono a tirarmi fuori!  Imposto il mio passo, e quando riesco a vedere la terza atleta, la punto e piano piano la recupero.
Il percorso a bastone in alcuni tratti, mi aiuta, perchè con la mia mente malata di matematica cerco di calcolare la distanza tra  me e l’atleta più vicina e il passo da tenere per recuperare.
In questo mix di cuore, gambe e logica, alla fine del secondo giro mi ritrovo prima e a quel punto devo tenere!

Il tifo dei miei compagni di squadra è decisamente una marcia in più!
L’ultimo chilometro sono sfatta, rallento per poi dare tutto negli ultimi 500 metri fino a quel nastro…lo speaker che annuncia la vittoria della mia squadra, le mie compagne ad aspettarmi, il nostro abbraccio (seguito da un vomitino…)



Che altro aggiungere? è stata una delle gare più belle che abbia mai fatto e non per il risultato ma per la passione con cui l’ho vissuta e le persone con cui l’ho condivisa.
Vincere è stata la ciliegina sulla torta e quella felicità me la porterò dentro per molto tempo.

Chissà, magari un giorno (non il prossimo anno), tornerò a gareggiare sull’intero percorso.


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