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La Pisanina di dicembre e la mia prima esperienza da Pacer

Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile
Anonimo

Domenica 18 dicembre, ho corso, come ogni anno da quando ho iniziato a correre (2020 escluso), la Pisanina, ovvero la mezza maratona che si svolge in contemporanea con la Maratona di Pisa.
Ma quest’anno per la prima volta ho indossato pettorale e palloncino da pacer.

Ma cosa fa un pacer?

Il pacer ti aiuta a tenere il giusto ritmo per raggiungere il tuo obiettivo di tempo durante la gara.
Lo riconosci perché corre con un palloncino, su cui è indicato, appunto, il tempo finale.
In più, ti dovrebbe dare qualche indicazione durante la gara, aiutarti a tenere il ritmo senza partire troppo veloce e soprattutto, darti la giusta motivazione per non mollare nei momenti di difficoltà.

E poi deve essere sempre sorridente…insomma, un lavoro per niente facile!

Era da un po’ che pensavo di fare questa esperienza e a dire il vero, a marzo 2020 ero già pronta per farlo, ma poi sappiamo tutti cosa è successo…
Quest’anno, nonostante qualche dubbio di natura scaramantica (in questa gara ho sempre fatto il PB), mi convinco, decidendo che la prestazione può aspettare e così mi ritrovo la domenica mattina con canottiera e palloncino arancione e con un mix di entusiasmo e paura di non essere all’altezza.

Subito dopo le foto di rito e mentre mi riscaldo, mi rendo conto che è tutta un’altra atmosfera: c’è aria di festa, mi sento come se dovessi assistere ad un bello spettacolo senza esserne la protagonista e questo mi dà una tranquillità per me insolita prima di una gara.

Si parte tenendo sottocontrollo “l’entusiasmo” di chi ci segue ed evitare la classica partenza a tutto fuoco che poi si paga in fondo, cercando comunque di creare un’ atmosfera non troppo seria.

Tutta la gara ha un sapore diverso, rispetto a quando gareggio, ma provo a tenere in mente cosa provo io durante una gara tirata, cercando di trovare la chiave giusta per aiutare chi ci segue, soprattutto sul viale D’Annunzio, circa al tredicesimo chilometro, (detto anche Viale Siberia per il vento gelido che lo caratterizza) che per me è sempre un punto drammatico da affrontare in gara

E’ questo il momento in cui é importante tenere compatto il gruppo ma inevitabilmente qualcuno resta indietro mentre qualcuno ancora “fresco” lo mandiamo avanti.
Si resta con un piccolo gruppo che vogliamo portare fino in fondo, motivando chi è in difficoltà.

Si arriva in fondo, siamo perfettamente in tempo: tanti sorrisi, un abbraccio con chi aveva sofferto ma alla fine ce l’ha fatta, un messaggio di ringraziamento e io che mi sento veramente felice.
Sono felice perché so perfettamente cosa si prova quando tagli quel traguardo, centrando o addirittura superando quello che era il tuo obiettivo: è una gioia che ti esplode dentro e che ti fa sentire veramente bene…adrenalina, endorfine…non lo so, ma so che è mix che funziona alla grande!

Arrivati a questo punto lo avrete già capito: sicuramente lo rifaccio!

3 pensieri su “La Pisanina di dicembre e la mia prima esperienza da Pacer”

  1. Bel racconto Giusy :-). Sono curiosa, come funziona in pratica?
    Cioè io che voglio seguire un pacer cosa devo fare?
    Da quanto ho capito in molte mezze maratone ti mettono in una griglia di partenza prestabilita, c’è un pacer in ogni gruppo di partenza? Oppure bisogna indicare al momento dell’iscrizione di voler “seguire” il pacer che fa un determinato tempo così che ti mettono nel gruppo giusto?

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    1. Dovresti individuare il pacer che fa per te e cercare di partire più vicino possibile. Le griglie se presenti, sono nei grossi eventi. Altrimenti la divisione è solo tra top runner e non. Nel primo caso, a seconda della fascia, ci sarà il pacer corrispondente. Es. se sei nella fascia 1h45-2h per la mezza maratona, troverai i pacer per le 2h, 1h50, 1h45. Altrimenti sono avanti, al momento della partenza, ma facilmente raggiungibili, perché a differenza degli altri partecipanti, non partono a bomba ma al passo da tenere. Se ci sono le griglie, l’assegnazione viene fatta in base al tempo ottenuto in una gara precedente. Se non hai mai fatto gare, partirai dall’ultima griglia.

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